Giovedì 11 ottobre, alle ore 17.00 al Museo di Scienze Planetarie verrà presentato il nuovo allestimento dei Laboratori Esperimenta con Galileo dove trovano posto una serie di esperienze interattive semplici e divertenti che consentiranno agli studenti di approfondire alcune tematiche fisico-astronomiche come il peso, la gravità, la struttura interna dei pianeti e i moti della Terra e della Luna.
All’interno degli spazi didattici è stata inoltre predisposta una nuova sala dove verranno tenute lezioni interattive nell’ambito del progetto “Sotto lo stesso cielo: laboratorio astronomico multiculturale”. In questo spazio didattico verranno illustrati agli studenti elementi di natura
astronomica che, nella storia di questa scienza, risultano essere comuni alle differenti culture che nel corso dei secoli si sono sviluppate in aree diverse del pianeta. Verranno esposti anche modelli di antichi strumenti di rilevamento astronomico come il sestante e l’astrolabio.
Gli studenti avranno poi la possibilità di cimentarsi con lo studio e il raffronto delle costellazioni e delle tradizioni ad esse collegate nelle differenti culture dei vari popoli. Tramite una lavagna tattile disposta lungo tutta una parete della sala, sarà possibile individuare le costellazioni dello zodiaco di tradizione arabooccidentale e di raffrontarle con quelle della tradizione orientale.
Questa nuova ala del laboratorio è stata realizzata grazie al contributo economico della Regione Toscana – Settore Musei per mezzo di un bando al quale hanno partecipato i musei riconosciuti di rilevanza regionale.


Nella stessa sala dove verranno esposti i modelli di antichi strumenti, troverà posto anche un telescopio costruito dal pratese Fernando Gori negli anni ’60 e recentemente donato al Museo dal figlio Claudio.
Rappresentante tessile di professione, Fernando Gori (Prato 1911–1989), fu al contempo appassionato melomane (noto in città per le sue molteplici attività volte alla diffusione della cultura musicale e operistica) e appassionato astrofilo.
All’astronomia si appassionò sino dalla metà degli ’60 e dopo aver intrapreso approfondite letture e studi, con l’allunaggio del luglio del 1969, si convinse a cimentarsi nella difficile realizzazione del telescopio che, oggi, è possibile osservare presso i laboratori del Museo di Scienze Planetarie.
Frequentatore dell’Osservatorio di Arcetri, di molti convegni e attivo astrofilo, ricevette grandi apprezzamenti per le conoscenze acquisite e per la perfezione della lente del telescopio che realizzò in modo del tutto autonomo.

Sempre nelle sale dei Laboratori Galileiani, solo per il giorno della presentazione dei nuovi spazi, verranno esposti alcuni bellissimi campioni mineralogici appartenenti a due collezioni donate negli ultimi anni al Museo da Mauro Bernocchi e Renato Braga, due noti collezionisti pratesi.


Mauro Bernocchi (Prato, 1942) si è appassionato alla ricerca di minerali fino dal 1970, anno in cui ha avviato la propria attività che lo ha portato a visitare oltre trecento siti minerari. La collezione a cui ha dato vita comprendeva migliaia di campioni provenienti per lo più dalle aree minerarie della Toscana. Tra questi, spiccano bellissimi campioni di antimonite e pirite. Eccezionale la raccolta di oltre 6000 micromount, piccoli campioni mineralogici con microcristalli osservabili al microscopio ottico, tutti pazientemente fotografati e catalogati a dar vita a una delle più belle collezioni di questo tipo presenti nella nostra regione.
Nel 2016 Bernocchi ha donato al Museo di Scienze Planetarie oltre 300 campioni dei quali, i principali, troveranno presto posto nelle vetrine delle sale espositive.


Renato Braga (Tizzana, 1944 – Carmignano, 2018) appassionato geologo e naturalista, grande cercatore di minerali e studioso delle tradizioni minerarie della nostra regione e del nostro Paese, è stato uno degli ideatori del Museo di Scienze Planetarie. Nella sua attività sviluppata fin da giovanissimo, a partire dagli anni ’50, ha dato vita a una collezione di minerali per lo più provenienti dalle località minerarie toscane. Grande conoscitore della nostra regione e, in particolare, della
Maremma, della sua storia e delle sue tradizioni, per anni ha accompagnato amici e studenti lungo itinerari suggestivi e spesso poco conosciuti.
Collaboratore dell’Istituto Buzzi, del Liceo Copernico e, negli ultimi anni, del Liceo Livi, ha avvicinato migliaia di studenti alle Scienze della Terra, alle Scienze Naturali e alla preistoria.
Nel corso degli anni ha donato al Museo di cui è stato ideatore la quasi totalità dei campioni della sua collezione che, come da sempre ha chiesto, verrà valorizzata con l’esposizione dei campioni più belli nella sala dei minerali che a breve gli verrà intitolata.


In occasione della presentazione dei nuovi spazi del Museo di Scienze Planetarie,
la rete museale Ti Porto al Museo di cui fa parte assieme Centro di Scienze Naturali, Museo della Deportazione e Resistenza, Casa Museo Leonetto Tintori, Museo Archeologico di Artimino, Museo Ardengo Soffici e del Novecento di Poggio a Caiano, Museo della Badia di San Salvatore-Casa della Memoria di Agnolo Firenzuola a Vaiano e MUMAT Museo delle macchine tessili di Vernio, è lieta di invitare gli insegnanti alla presentazione delle attività didattiche per l’anno scolastico 2018/2019.
I partecipanti verranno guidati alla scoperta dell’offerta formativa, studiata e appositamente differenziata per le scuole di ogni ordine e grado, e potranno discutere le proposte e approfondire le peculiarità e specificità di ogni singolo museo.