Il Museo di Scienze Planetarie della Provincia di Prato, il Museo di Mineralogia dell’Università La Sapienza e il Museo Civico di Storia Naturale di Milano, riuniscono per la prima volta in un’unica mostra i campioni più rilevanti delle proprie collezioni di meteoriti e rocce da impatto.

L’esposizione dei campioni di meteoriti di tre delle maggiori collezioni presenti nel nostro Paese, viene fatta con il coinvolgimento di alcune scuole di gradi scolastici diversi di Prato, Roma e Milano.

Il Museo di Scienze Planetarie, capofila del progetto, con una tradizione storica più breve di quella degli altri due Musei coinvolti nell’iniziativa, nei sette anni di attività ha maturato una buona esperienza sia in campo didattico (con i suoi cinquemila studenti l’anno) che in quello divulgativo (annualmente il Museo è visitato in media da circa 10.00 persone) e si è fatto promotore di questa iniziativa finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica.

La collezione di meteoriti e rocce da impatto del museo pratese, costituita da oltre 1100 esemplari, e l’importante attività di ricerca scientifica che viene svolta sui campioni in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, ha permesso al museo stesso di diventare il punto di riferimento nazionale per questo specifico settore, assieme al Museo Nazionale dell’Antartide.

La collaborazione tra i Musei di Roma, Milano e Prato, non nasce per questo specifico evento, ma deriva proprio dai rapporti di collaborazione già esistenti.

Come scritto, oltre ai Musei coinvolti, localizzati in tre diverse regioni d’Italia, hanno partecipato alla realizzazione della mostra scuole delle tre città di appartenenza che hanno contribuito all’allestimento dell’esposizione con il coinvolgimento degli studenti e degli insegnanti. Gli studenti, in particolare, sono stati coinvolti nella scelta delle modalità di trasmissione dei contenuti scientifici, con un passaggio che li ha visti trasformarsi da fruitori della didattica a divulgatori scientifici.

Nella mostra, oltre a una serie di pannelli esplicativi e a prodotti informativi multimediali, vengono esposti alcuni campioni di rilevanza mondiale, tra i quali sono numerose le meteoriti italiane, cadute cioè nel nostro Paese e generalmente poco o per niente note.

Di seguito vengono riportate brevi note relative ai campioni più rilevanti o di maggiore curiosità presenti alla mostra.

 

Alfianello
Il 16 febbraio 1883, alle ore 2 e 40 minuti dopo il mezzoggiorno, ad Alfianello, in provincia di Brescia fu udita una spaventosa detonazione e i vetri delle finestre delle case tremarono fino ad un paio di chilometri intorno. L’oggetto che cadendo a terra aveva scavato un piccolo cratere di circa 70cm di profondità, aveva un peso stimato in circa 200kg e dimensioni approssimative di 75cm di altezza e 60cm di larghezza.

 

Renazzo
Ritrovata nell’omonima località nel 1824, è una condrite carbonacea considerata tra le più primitive tra quelle esistenti. Capostipite di una classe di condriti carbonacee note come "classe CR" (dove la "R" viene dal nome Renazzo), ha una composizione simile a quella della superficie dell’asteroide Pallade.

Casas Grande
Questa meteorite venne rinvenuta durante scavi archeologici condotti nell’omonimo sito precolombiano, sepolta all’interno di una stanza di un edificio e avvolta da una sottile e lunga striscia di lino, simile a quella utilizzata per avvolgere le mummie.

 

Ensisheim
Questa meteorite condritica, il cui corpo principale ha un peso di 127kg, fu vista cadere e poi raccolta il 7 novembre del 1492 in Alsazia. Osservata fin da oltre 150km di distanza, questa caduta scavò un cratere di circa un metro di profondità. È famosa anche per l’accurata documentazione storica che ne descrive la raccolta e la conservazione.

 

L’Aigle
Nel primo pomeriggio del 26 aprile del 1803, una pioggia di oltre tremila frammenti di questa meteorite colpì il piccolo villaggio di L’Aigle. La caduta di questa meteorite ha rappresentato una pietra miliare nella corretta interpretazione del fenomeno “meteoriti”.

 

Chassigny
È una meteorite marziana caduta la mattina del 3 ottobre del 1815 presso l’omonimo paese ed è importante poiché contiene delle inclusioni di gas che dimostrano come la composizione dell’atmosfera del Pianeta Rosso sia cambiata dai tempi della sua formazione. Le meteoriti marziane si sono originate quando, milioni di anni fa, uno o più asteroidi hanno colpito la superficie del pianeta scagliando nello spazio frammenti della sua crosta. La debole forza di gravità marziana ha permesso ad alcuni dei frammenti scagliati nello spazio di non ricadere sulla superficie del pianeta e di perdersi così nel Sistema Solare dove, in parte, sono ricaduti su altri pianeti.

 

Canyon Diablo
Meteorite metallica il cui nome è sconosciuto ai più pur essendo la responsabile della formazione del famosissimo Meteor Crater, in Arizona. Il cratere, risalente a circa 50.000 anni fa, ha un diametro di circa 1200 metri e una profondità di 170 metri.
Esso si è originato per l’impatto di un corpo che, al momento dell’impatto, doveva avere un diametro di circa 50 metri ed ha sviluppato un’esplosione che ha liberato circa 10 megaton di energia (circa 500 volte più distruttiva della bomba atomica di Hiroshima).

 

Chelyabinsk
Il 15 febbraio 2013, un bolide ha attraversato i cieli degli Urali penetrando nell’atmosfera terrestre a circa 55.000 chilometri all’ora ed esplodendo ad un’altezza di circa 30 chilometri. Migliaia di frammenti hanno raggiunto la superficie terrestre ma, i danni principali e i feriti tra la popolazione sono stati provocati principalmente dall’onda d’urto dell’esplosione che ha mandato in frantumi i vetri degli edifici.

 

Barbianello
Rinvenuta durante l’aratura di un campo forse nel 1961, fu identificata come meteorite quando una bambina portò il campione a scuola. Qui uno dei professori ne intuì l’origine meteoritica che venne poi definitivamente verificata con le analisi di laboratorio.

 

Allende
Nella notte dell’8 febbraio 1969  un’enorme palla di fuoco attraversò i cieli dello stato di Chihuahua in Messico frammentandosi poi in migliaia di frammenti che caddero su una superficie di circa 400 chilometri quadrati. I frammenti raccolti, ognuno con crosta di fusione e con massa compresa tra 1g a 110kg,  nel loro insieme hanno una massa totale di circa due tonnellate.Questa meteorite carboniosa cadde in un momento di grande fermento per l’intera comunità di scienziati planetari: era l’anno della prima passeggiata lunare, del primo rientro di materiale extraterrestre sulla Terra, l’anno in cui molti laboratori del mondo si stavano preparando allo studio dei campioni lunari. Le condriti carboniose sono meteoriti rare e molto importanti perché in alcune di esse sono state ritrovate minerali idrati (quindi acqua) e composti organici che le rendono particolarmente importanti per gli studi esobiologici.

 

Dar al Gani 670
È un piccolo frammento di una meteorite marziana della quale è esposto un campione di discrete dimensioni (larghezza massima circa 12 centimetri) presso il Museo di Scienze Planetarie di Prato.

 

Smara
È una Eucrite Polimittica HED la cui composizione è praticamente identica a quella rilevata dalla sonda spaziale Dawn sulla superficie dell’Asteroide Vesta. È molto probabile che il frammento esposto provenga proprio da questo corpo della fascia principale degli asteroidi.

 

Nantan
Questa meteorite metallica del peso originario complessivo di circa dieci tonnellate, venne osservata cadere nel 1516 nella regione di Nantan, in Cina. Nel Museo di Scienze Planetarie di Prato ne è esposto un frammento di 272kg, attualmente la meteorite di massa maggiore esposta in Italia.

 

Impattite del Cratere Rochechouart (Francia) e Impattite del Cratere Ries (Germania)
Le rocce da impatto si formano durante le grandi esplosioni che si originano negli impatti di grandi asteroidi sulla superficie terrestre e sono costituite da materiale fuso e da frammenti di roccia brecciati. In Europa sono presenti decine di crateri da impatto distribuiti per lo più nella regione baltica. In pochi sanno però che due grandi crateri, di circa venti chilometri di diametro, sono proprio nel cuore dell’Europa, ai margini della Valle della Loira e in Baviera. Il cratere di Rochechouart è un cratere antico (200 Ma), sepolto da successioni rocciose sedimentarie più recenti, mentre quello di Ries risale a circa 14 milioni di anni fa ed è ancora ben visibile nelle immagini da satellite.

 

Ammonite Lybicoceras ismaeli
Le Ammoniti si estinsero al termine del Cretaceo, anche a causa dei cambiamenti ambientali innescati dall’impatto di Chicxulub che contribuì anche all’estinzione dei Dinosauri. Quella esposta è stata l’ultima specie ad estinguersi durante i grandi sconvolgimenti del passaggio tra Mesozoico e Cenozoico.